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La seconda vita di un Faro

A Capo Spartivento, in Sardegna, un resort esclusivo

Sono bastati quaranta secondi di brano strumentale a Luciano Ligabue, tra i più apprezzati cantanti rock italiani, per rendere al meglio l’idea delle emozioni che Capo Spartivento riesce a regalare.

Del resto è stato proprio qui, sul promontorio della Sardena che costituisce il limite orientale del golfo di Teulada, che Ligabue ha messo le basi per Mondovisione, uno dei suoi album di maggiore successo.  Lo ha confessato lui stesso in un’intervista: «Una settimana monastica a Capo Spartivento, dormendo al faro. È lì, in quello spettacolare e deserto angolo di Sardegna, che ho gettato i semi di questo disco». 

Al faro, sì. Ma che faro! Costruito nel 1866 e abitato dai faristi fino agli Anni 80, il faro di Capo Spartivento venne poi abbandonato e dimenticato dai più. Non da Alessio Raggio, un intraprendente imprenditore cagliaritano che, già nel 1991, pensò a come avrebbe potuto trasformarlo. Ci vorranno però più di tre lustri e una buona dose di caparbietà per vedere realizzato il suo sogno: un resort esclusivo, inaugurato nel 2009. 

«Dai noi il lusso è dato dall’unicità della struttura e dalla filosofia che la anima», spiega Raggio. «La nostra idea di accoglienza è quella di una casa. Chi viene da noi deve sentirsi come quando è ospite da amici».

Tutta l’idea del progetto di ristrutturazione sia per gli esterni sia per gli interni è farina del suo sacco. Il design è caratterizzato da un mix sapiente e non convenzionale di pezzi moderni e antichi provenienti da tutto il mondo.

Esternamente, davanti al lato verso il mare, c’è una pedana in teak al centro della quale è stata inserita una piscina a sfioro con due idromassaggi. Tutto intorno, antichi fondi di carro turchi adibiti a tavoli e divani in pelle consentono di godere del panorama verso il mare in totale relax.

Dalla pedana una porta d’ingresso in cristallo, che mantiene nell’arco il fregio in ferro di Re Vittorio Emanuele, introduce all’interno del faro. «Ho voluto che la porta fosse trasparente», spiega Raggio, «perché il legame con il mare non venisse mai interrotto». 

Il piano terra è occupato da un salone che, pur senza avere divisioni fisiche, è articolato in ambienti diversi. Sul fondo divani in pelle bianca di Egon von Fürstenberg, un antico specchio a parete e un camino delimitano la zona salotto, mentre due tavoli, uno in cristallo e uno monumentale che era un vecchio banco da officina proveniente dalla Mongolia, circoscrivono l’area conviviale.

Al primo piano c’è una sala con caminetto che ospita un enorme baule indiano adibito a libreria e le sei suite, ciascuna di 35 metri quadrati.

Diverse una dall’altra, mescolano pezzi di design moderno e piccole chicche di antiquariato, creando un’atmosfera calda e inusuale. Unico fil rouge sono le lampade in vetro di Murano con colori diversi per ciascuna suite.

Al secondo piano una terrazza con quattro letti a baldacchino permette di prendere il sole di giorno e di guardare le stelle di notte, tra un flash e l’altro della lanterna che sorge proprio sopra la terrazza.

Lanterna a cui è interdetto l’accesso perché tutt’ora attiva e di proprietà della Marina Militare Italiana che, per celebrare la rinascita del faro, nel 2004 lo ha arricchito di un’antica lampada di Fresnel.

Sul retro il faro ha anche un giardino con divani, una zona barbecue con camino e un’area sopraelevata con gazebo in cristallo. Poco lontano si trovano due dependance ricavate dalle antiche cisterne per il gas acetilene che alimentava la lanterna. Entrambe hanno una vetrata in cristallo sul tetto per ammirare le stelle anche dall’interno.

Il faro è raggiungibile solo tramite una strada sterrata chiusa al pubblico, ma sono in fase di progettazione un molo e un eliporto privati. La struttura è dotata di un sistema di pannelli solari che servono per il riscaldamento dell’acqua e anche di un sistema di fitodepurazione delle acque reflue che possono poi essere usate per l’irrigazione del giardino. Un luogo davvero magico dove, anche per poco, sentirsi il guardiano del Faro di Capo Spartivento.