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Alla German Superyacht Conference Luca Bassani ha raccontato la storia di Wally

Wally è da sempre sinonimo di innovazione, di integrazione delle tecnologie più avanzate con il design contemporaneo e di una costante ricerca per migliorare l’esperienza di bordo attraverso performance, comfort e stile”, spiega Luca Bassani, fondatore dell’iconico brand monegasco.

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Fin dalla sua creazione nel 1994, Wally ha incessantemente messo a punto soluzioni all’avanguardia che hanno trasformato la tecnologia e l’estetica nautiche a un livello tale che oggi è difficile identificare un aspetto del design di uno yacht, a vela o a motore, che non sia stato influenzato dalla sua visione. Si dice che l’imitazione sia la più sincera forma di adulazione e molte delle innovazioni firmate Wally – dall’utilizzo della fibra di carbonio al concetto dell’easy sailing fino alle murate abbattibili – sono state largamente adottate da altri cantieri.

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La recente partnership con Ferretti Group è fondamentale per la continuità della visione di Luca Bassani: “Il mercato oggi richiede investimenti importanti per poter sviluppare nuovi prodotti e nuovi mercati”, ha dichiarato Bassani durante l’annuncio ufficiale avvenuto al recente Boot Düsseldorf. “Ferretti Group ha grandi capacità industriali, organizzative e commerciali e potrà far crescere Wally. Io mi concentrerò sull’attività di progettazione e sviluppo, assicurando la continuità del DNA Wally”.

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Alla German Superyacht Conference che si è svolta ad Amburgo a fine febbraio, Luca Bassani ha raccontato, per la prima volta, ripercorrerà la storia di Wally attraverso quelle innovazioni che sono divenute i tratti distintivi del marchio e che hanno influenzato l’intera industria dello yachting.

Fibra di carbonio

Al giorno d’oggi tutto, dai telai delle biciclette alle bottiglie di champagne, viene realizzato in fibra di carbonio, ma nel 1991 quando Bassani varava il suo sloop di 25m Wallygator (ora Wally One), non era affatto così.

1991_Wallygator_carbon-fiber-mast-and-composite-construction_-ph.-Carlo-Borlenghi

Il suo scafo in composito di carbonio e l’albero completamente di carbonio erano delle novità assolute nella nautica. Bassani si ispirò allo sfidante neozelandese KZ-1 alla Coppa America 1998, la prima grande barca della storia nautica con albero totalmente in carbonio. Nel 1994, il ketch Wallygator (ora Nariida) sperimentava con successo le vele in fibra di carbonio, molto prima che il 3DL facesse la sua comparsa.

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Da allora, Wally è sempre stato in prima fila nello sviluppo delle tecnologie di costruzione in carbonio e il 50,5m Better Place, quando venne varato nel 2012, era il più grande sloop in fibra di carbonio al mondo (e il primo sailing yacht a ottenere il RINA Green Star).

Easy sailing

Wallygator è stato sia il catalizzatore sia il prototipo di molte innovazioni che oggi sono comuni.

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Tra queste il piano velico semplificato con fiocco autovirante, crocette acquartierate e senza sartie volanti.

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Wally porta il concetto di easy sailing a un livello ancora superiore con la pulsantiera per la regolazione delle vele a bordo del ketch Wallygator e di nuovo, nel 1998, con Tiketitan e Slingshot (ora Itaca), che sono stati i primi yacht dotati di Magic Trim.

1998_Magic-trim_ph.-Guido-Grugnola

Questo pistone per la regolazione delle vele sviluppato con Cariboni, ha consentito al timoniere di manovrare da solo anche i più grandi yacht.

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Nel rispetto della filosofia Wally di continuo perfezionamento delle proprie innovazioni, sul WallyCento Tango il grande fiocco viene issato in soli 8 secondi!

Lifting keel


Nel 2000 fu varato il Wally 77 Carrera (ora Lyra), la prima barca al mondo dotata di lifting keel idraulica con bulbo (al posto della classica deriva a lama retraibile o della chiglia basculante) per ottenere migliori performance a vela e consentire l’ accesso alle insenature con pescaggio ridotto.

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Nel tempo l’ingegnerizzazione di questo sistema è stata costantemente aggiornata e perfezionata.

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La prima canting keel firmata Wally ha fatto la sua comparsa su Tiketitan nel 1998: una soluzione fino ad allora utilizzata esclusivamente nel mondo delle regate oceaniche.

Beach Club
Sui moderni superyacht, un beach club o un main deck terrazzato a poppa per vivere a più stretto contatto con il mare, è un must-have.

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Ma forse pochi sanno che il concetto di terrazza sul mare è stato elaborato da Luca Bassani e introdotto per la prima volta a bordo di Tiketitan, dove la poppa era stata “svuotata” per creare una piattaforma sull’acqua, sulla quale si affacciava il salone principale situato appunto a poppa anziché a centro barca.

2012_27 wallyace_beach club_02_ph. Toni Meneguzzo

Un layout che offriva un impareggiabile accesso all’acqua, sviluppato in seguito per molti altri Wally a vela, dai 24 ai 50 metri.

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Nel 2012, questo concetto è stato ulteriormente reinterpretato nella linea dislocante Wallyace, caratterizzato da suite armatoriale / cabine VIP poppiere aperte sulla terrazza (il Wallyace aveva inoltre un garage per tender a centro barca con alaggio laterale: caratteristica unica su uno yacht di questa misura,).

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L’idea del beach club concepita da Wally ha ispirato molti altri cantieri, sia a vela sia a motore, nello sviluppo di design simili.

Vetro
Il salone con vetrate a specchio di Tiketitan ha costituito un’altra innovazione divenuta poi consuetudine: l’ampio uso del vetro strutturale.

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L’esempio più eclatante è la spigolosa sovrastruttura in vetro del 118 wallypower (ora Galeocerdo), varato nel 2003.

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Caratterizzato da linee ispirate a quelle di un bombardiere Stealth e con performance eccezionali, questo yacht rivoluzionario ha introdotto il pozzetto a prua e il sistema di bimini composto da aste in carbonio sulle quali si aggancia il tessuto che ora si vede su tutti i motor yacht.

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Il 118 wallypower ha anche introdotto le murate abbattibili per aumentare la superficie vivibile della coperta.

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È a bordo del Wally 80 a vela che nel 2003 fa la sua apparizione lo skylight, la striscia di vetro longitudinale sulla tuga. Better Place è stato invece il primo megasailer ad avere una le vetrate della sovrastruttura a tutta altezza.

Dentro-fuori

Oggi tutti gli yacht designer tentano di abbattere le barriere tra interno ed esterno: una missione che in realtà è parte integrante della filosofia Wally sin dall’inizio.

2002_118-wallypower_salon-view-with-fold-down-bulwarks_ph-Guido-GrugnolaOgni innovazione introdotta dal brand – dalle terrazze sul mare all’uso del vetro fino alle murate abbattibili e al pozzetto prodiero – è infatti sempre stata finalizzata a migliorare il contatto con il mare e l’ambiente esterno.

Vivibilità della coperta

Il layout di coperta e del pozzetto è strettamente connesso al concetto di dentro-fuori.

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Wally si è dimostrata all’avanguardia anche quando ha deciso, per motivi di sicurezza, efficienza e divertimento, di separare totalmente il pozzetto ospiti dalle aree dedicate alle manovre.

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Una filosofia che è stata esaltata con Esense nel 2005, dove le l’impavesata assicura rigidità longitudinale e protezione alla coperta totalmente flush deck.

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Il nuovo megacruiser Wally 145, attualmente in costruzione, introduce un layout di coperta ancora più innovativo, con tre pozzetti ospiti: due in coperta (uno coperto e uno en plein air) e uno nella terrazza sul mare, privato per l’armatore .

Ancora sottomarina

Il sistema dell’ancora sottomarina è stato introdotto per la prima volta da Luca Bassani a bordo del ketch Wallygator, per ridurre il beccheggio spostando a poppa il peso dell’ancora e della catena, e migliorare quindi la navigazione.

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Il sistema è stato ulteriormente sviluppato e perfezionato nel corso degli anni fino a diventare una dotazione standard dei Wally.

Megatender

Perfetta espressione del divertimento in mare e della vita all’aria aperta, il wallytender è diventato una vera e propria icona creando un mercato che prima non esisteva, quello dei megatender.

 

2001_wallytender_ph-Gilles-Martin-RagetQuando fu varato nel 2001, portò una ventata di freschezza e novità nell’utilitaristico settore delle dayboat.

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Oggi il nuovo 48 wallytender, primo progetto nato dalla collaborazione con Ferretti Group, sviluppa ulteriormente il concetto di runabout, conservando tutti gli stilemi Wally nonché la costruzione in composito per assicurare le migliori prestazioni, ma aumentando la vivibilità di bordo, sia in coperta con le murate abbattibili che negli interni con una comoda cabina dotata di vano doccia.