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Support Vessels: maggiordomi nell’ombra

Li chiamano Shadow o Support Vessel (Sv) e sono l’equivalente nautico dei Gosthwriter in letteratura: fondamentali, ma invisibili. Derivati dalle barche appoggio per le piattaforme petrolifere, sono scafi di servizio per megayacht, vanno dai 20 ai 90 metri, sono contraddistinti da grande potenza e perfetta tenuta di mare e stanno silenziosamente prendendo piede nel mondo dello yachting. La funzione principale di un Sv è quella di liberare la barca madre dall’ingombro dei toys, dall’elicottero e quando non è in servizio anche dall’equipaggio, aumentando il comfort a bordo.

Inigo Toledo project

Inigo Toledo project

Oltre ai tender di servizio, su un Sv si può imbarcare di tutto: dalla barca a vela al sommergibile; dalla camera iperbarica alla palestra formato maxi. Inoltre un Sv ha costi decisamente inferiori rispetto a un megayacht ed è quindi più conveniente optare per uno scafo aggiuntivo piuttosto che allungare la barca madre di qualche metro. I vantaggi sono enormi. Si può per esempio avere un helipad fisso, invece del touch and go. Ma il Sv può anche essere la barca da mandare in avanscoperta in mari poco sicuri. E poi un support vessel semplifica la vita. Non solo perché trasporta i toys, ma anche perché li fa trovare già in acqua a destinazione e poi li rimette a posto quando la barca madre è ripartita. I cantieri leader nella costruzione di Support Vessel al momento sono tre, gli olandesi Lynx Yacht e Damen e il francese Piriou. 

Lynx ha presentato il suo primo SV a settembre. Si tratta di un 20 metri, entry level della gamma YXT che comprende unità fino a 36 metri, con 45 metri quadrati di ponte dedicati allo storage dei tender e spazi vuoti a sottocoperta.

YXT20m

YXT20m

Damen invece ha un brand dedicato solo ai Sv che vanno dai 43 agli 89 metri e su cui punta molto per il futuro.

Damen Fast&Furious

Damen Fast&Furious

Il francese Piriou ha lanciato lo scorso anno una linea di Sv che comprende tre modelli con misure comprese tra i 40 e i 63 metri. Sono scafi essenziali e molto versatili che, nella versione da 63 metri, offrono anche un design accattivante e una interessante pluralità d’utilizzo.

Piriou 63

Piriou 63

Accanto ai costruttori di Sv puri, ci sono però altri cantieri  che propongono scafi ad uso misto e che, pur non avendo le caratteristiche estreme delle barche appoggio, possono comunque essere considerati dei compromessi onorevoli.

Arcadia ha da poco presentato Sherpa, un 17,90 metri che nella sua versione open offre un pozzetto di 40 metri quadrati e può quindi essere usato anche come Sv.

Arcadia Sherpa 20

Arcadia Sherpa 20

Rossinavi, dal canto suo, ha svelato il progetto Argo disegnato da Ken Freivokh, un 48 metri che rivoluziona il concetto di Explorer mostrando anche un’anima da Sv. Dispone infatti di una gru custom made in grado di alare qualunque imbarcazione o toys fino ai 12 metri di lunghezza e di stivarli su due differenti ponti. Volendo, la poppa del lower deck può essere equipaggiata con un helipad touch and go.

Rossinavi - Argo 48

Rossinavi – Argo 48

Un po’ più explorer e un po’ meno support invece il Tomahawk 52 (che è disponibile dai 40 ai 100 metri) di Columbus Yacht che prevede però un enorme ponte libero per tender e toys, movimentati da una gru messa in bella vista.

Columbus Tomahawk

Columbus Tomahawk

E poi ci sono tanti progetti ancora nascosti nei cassetti degli yacht designer. 

Insolito e innovativo, con la timoniera che sembra una torre di controllo, è il Bug 30 di Federico Santa Maria e Valentina Magnolfi. Una barca che colpisce per le linee decise e punta tutto sulla sicurezza e la tenuta di mare. Ha infatti una carena Swath che avendo la maggior parte del volume immerso al di sotto della superficie risulta più stabile. Questo, se da un lato riduce parzialmente i volumi sottocoperta, dall’altro lato  consente, in soli 30 metri di lunghezza, di avere un helipad conforme agli standard LY3.

Bug30 Santamaria Magnolfi

Bug30 Santamaria Magnolfi

Poco più grande è lo Shadow 44 dello studio Zuccon che ha una particolarità: pur avendo linee e ponte di coperta tipici dei Sv, può essere usata anche come unità da diporto. Accoglie infatti tre cabine doppie e una grande area giorno sul main deck e ha l’upper deck riservato all’armatore con tanto di accesso diretto all’helipad.

Shadow 74 Zuccon International

Shadow 74 Zuccon International

Support puro invece quello disegnato da Van Geest Design in collaborazione con Marimecs. Si tratta di un 62 metri dalle linee accattivanti pensato per affiancare yacht tra gli 85 e i 160 metri. Dispone di oltre 300 metri quadrati di ponte per toys e tender e di ampi spazi sottocoperta che possono, per esempio, prevedere un garage per l’elicottero che non impedisce l’uso dell’helipad touch and go.

62 metri disegnato da Peter Van Geest

62 metri disegnato da Peter Van Geest

Avveniristico, infine, il 60 metri disegnato da Sergio Cutolo con linee d’acqua caratterizzate da una torretta centrale che ricorda vagamente quella del superyacht A. In questo caso, la barca dispone di un grande ponte coperto a poppa e di ben due helipad: uno a poppa, sopra il ponte, e uno a prua.

Hydrotec 60m

Hydrotec 60m