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Riva 110 Dolcevita

Il suo debutto mondiale è stato degno del nome che porta. Per il 110’ Dolcevita un salone nautico, foss’anche il più prestigioso, sarebbe stato riduttivo.

Con un nome da leggenda come il suo, ci voleva qualcosa di più esclusivo. E così è stato. La prima unità del nuovo 34 metri del cantiere di Sarnico, oggi nell’orbita del Gruppo Ferretti, è stata presentata nel maggio dello scorso anno a Monte Carlo, in un evento dedicato, organizzato allo Yacht Club de Monaco durante il Gran Prix Historique. 

In quell’occasione Alberto Galassi, amministratore delegato di Ferretti Group, ha dichiarato: «l’abbiamo voluta presentare a Monte Carlo perché è uno dei luoghi più “Dolcevita” che esistano e perché evoca un mondo da sogno che Riva 110’ rappresenta alla perfezione: è un tributo a un’epoca spensierata, che rivive in una magnifica nave, sintesi perfetta tra tradizione e modernità».

Come dargli torto? Disegnato da Officina Italiana Design, in collaborazione con il comitato strategico di prodotto e il dipartimento engineering di Ferretti Group,  il 110’ Dolcevita è uno yacht completamente rinnovato, dal profilo supersportivo, ma elegante al tempo stesso, caratterizzato dalle potenze laterali di poppa in vetroresina e cristallo. 

«Siamo partiti con l’idea di realizzare uno yacht dal carattere forte, di grande stile e con plus ai massimi livelli», spiega Sergio Beretta, Ceo di Officina Italiana. «Uno yacht che puntasse al massimo bilanciamento tra funzione ed estetica, con ampi spazi sia all’esterno sia all’interno, elegante e in linea con lo stile iconico di Riva».

Missione compiuta quindi, anche a giudicare dall’incredibile successo ottenuto da questa barca.

Un successo nel quale ha avuto un ruolo importante un particolare: a bordo del 110’ Dolcevita, infatti, le aree esterne di flybridge e prua sono collegate fra loro da due ampi passavanti.

Questo consente di avere, più che un fly, un vero e proprio infinity deck di oltre 34 metri quadrati e rappresenta senz’altro un plus di grande valore.

Articolato su due ponti più il fly, il Riva 110’ Dolcevita ha un grande pozzetto a poppa del main deck attrezzato con divani e area pranzo, e protetto dall’aggetto del fly che è sostenuto da due puntelli in carbonio lasciati volutamente a vista, per diventare parte del design.

Internamente, il ponte principale è un grande loft affacciato sul mare in cui area lounge e zona pranzo sono un unico spazio che beneficia di una vista mozzafiato a 270 gradi grazie a un grande telaio di acciaio inox che sostiene la sovrastruttura, facendo da cornice alle vetrate a tutta altezza.

«Il salone è il punto forte di questa barca, insieme alla suite armatoriale», spiega Mauro Micheli, Chief Designer di Officina Italiana, «in pratica la vetrata corre tutto intorno e regala panorami veramente mozzafiato.

Sul Dolcevita inoltre abbiamo adottato un vetro particolare che permette alti livelli di privacy perché dall’esterno nessuno può vedere dentro, mentre da dentro tutti possono guardare fuori», aggiunge Micheli. 

La suite armatoriale è a centro nave del main deck, mentre le quattro vip ospiti sono a centro barca sul ponte inferiore che, verso prua, accoglie anche il quartiere equipaggio.

Trattandosi di una barca che era già una leggenda prima ancora di essere varata, gli interni dovevano essere all’altezza. «Le linee sono pulite ed eleganti», spiega ancora Micheli.

«Abbiamo usato molto legno, come nella tradizione Riva, ma in questo caso abbiamo optato per il palissandro.  Un legno di un bellissimo color rosso acceso che abbiamo deciso di alleggerire utilizzando pelle e dettagli grigio chiaro insieme all’acciaio, che è il nostro leitmotiv per interni ed esterni», conclude.

 «Tutti i mobili sono disegnati da noi e realizzati in maniera superba dal cantiere», gli fa eco Sergio Beretta «ad essi abbiamo accostato pochi, ma selezionati, pezzi di design come il tavolo Judde di Acerbis.

Di solito non ci affidiamo ai brand se non per particolari complementi perché non desideriamo che le nostre barche si trasformino in show room di marchi famosi. Usiamo pezzi iconici solo là dove servono», conclude. Nel caso del 110’ Dolcevita si tratta delle sedie dell’area pranzo indoor, che sono le Tulu LG di Cassina; i divani Yang di Minotti  e i tavolini Litt, sempre di Acerbis. Per gli esterni sono invece stati scelti mobili free standing di Roda e di Paola Lenti. 

Tutti marchi perfettamente in linea con l’iconico e leggendario stile di Riva.