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Ritratti: Tommaso Spadolini

Tommaso Spadolini brinda ai suoi primi quarantuno anni di carriera ma per carità, che non vi venga in mente di chiedergli se ha un progetto nel cassetto! Vi aprirebbe interi armadi pieni di disegni di yacht di ogni tipo, modello e misura che, con la collaborazione di sua moglie Chiara, conserva gelosamente.

@giovanni malgarini

Disegnare barche, per lui, è una sorta di riflesso condizionato. Lo fa ovunque: in studio, in treno, in aereo, durante i convegni se sono noiosi, persino al ristorante, tanto che non è raro trovare suoi progetti schizzati sulle tovagliette di carta o sui tovaglioli. È più una forma mentis che un lavoro.

@giovanni malgarini

Figlio d’arte, ma dotato di un talento intrinseco e personale, Tommaso Spadolini ha respirato l’essenza dello yacht design fin dalla culla. Suo padre Tommaso può essere considerato, insieme a Paolo Caliari, Alberto Mercati, Aldo Cichero e a pochi altri, come uno dei fondatori dello yacht design moderno.

@giovanni malgarini

Non a caso fu anche il primo architetto ad avere una cattedra di design industriale in Italia (anche Tommaso ha insegnato all’Università di La Spezia, ndr).

Tommaso Spadolini’s studio in Florence

«Ero l’ultimo di cinque figli», spiega Spadolini, «e per riuscire a stare un po’ con i miei genitori il sabato e la domenica li seguivo in cantiere. Inoltre mamma e papà hanno sempre portato in barca me e i miei fratelli. La mia cultura nautica è nata così, per osmosi famigliare».

@giovanni malgarini

Dopo le prime esperienze nello studio del padre, con i Cantieri di Pisa, Tommaso Spadolini ha cominciato a camminare con le sue gambe. E ha iniziato con quel che amava di più: le barche a vela di Barberis. Poi il passaggio ai Canados, che a lui devono la loro fortuna, e la commessa per la barca del re di Spagna che lo ha lanciato definitivamente nell’Olimpo degli yacht designer. 

Fare la lista di ciò che ha progettato in questi ultimi quarant’anni è quasi impossibile. Tra imbarcazioni custom, scafi di serie e interni ha firmato centinaia di progetti. Tra tutti ricordiamo il Numptia di Rossinavi e il famosissimo RC di Roberto Cavalli, tutte barche che hanno lasciato il segno e sono caratterizzate dalla sua cifra stilistica: le linee sobrie, pulite ed essenziali che seguono quella che per lui è l’essenza non solo dello yacht design, ma del design in sé.

RC – lo yacht di Roberto Cavalli’s disegnato da Spadolini

«Per me il design è avere la visione di un oggetto che deve servire, non può essere fine a sé stesso. Deve anche avere storia, logica, funzionalità e soprattutto anima. Quello nautico, in modo particolare, deve seguire le ferree regole di forma e funzione», spiega. Il tutto, naturalmente, fatto alla “Spadolini-maniera”: prima lo schizzo a mano e poi lo sviluppo del progetto.

@giovanni malgarini

«Il disegno è alla base di tutto. Personalmente disegno sempre a mano perché credo che sia l’unico modo per trasmettere il contenuto emozionale e l’anima di un’idea. In più ho un vero e proprio feticismo per lapis, righe, squadre, carta lucida, gomma pane e tutti quegli strumenti che i più considerano obsoleti. E mi dispiace che tra i giovani la cultura del disegno sia quasi del tutto superata», spiega Spadolini.

«Qualche tempo fa ho partecipato, come docente, a un workshop sullo yacht design a Spezia», racconta ancora, c’erano 10 architetti italiani e 10 architetti americani che stavano frequentavano il corso e il primo giorno ho consegnato loro un foglio di carta lucida e un lapis. Ebbene la maggior parte di loro non aveva la più pallida idea di come usarli quel lapis e quella carta lucida. Così li ho costretti a disegnare tutto il giorno. Il mattino dopo abbiamo scansito i loro disegni e dal pomeriggio abbiamo cominciato a lavorarli a computer.

Rossi Navi Numptia 70 mt Photo: Luca Buttò

Per me, che uso comunque Ipad e computer, è inconcepibile dar forma a un’idea direttamente su un supporto informatico», racconta. Nonostante sia uno dei più famosi yacht designer italiani nel campo delle barche a motore, Tommaso Spadolini è in realtà un amante delle barche a vela.

RSY 85mt

In questo momento è il felice proprietario di un Baltic del 1985, che con suo rammarico è uno dei pochi ad avere la randa rollabile, ma nel cassetto ha un sogno. Perché è vero che i suoi armadi sono pieni di progetti e di disegni. Ma ne manca uno fondamentale: quello del 15 metri a vela con pozzetto centrale che prima o poi sogna di costruirsi per andare in barca con gli amici.

Oggi Spadolini, nel suo studio fiorentino che ha sede in una vecchia chiesa sconsacrata, sta lavorando alle barche del neonato Rosetti Yachts, alla nuova barca di Roberto Cavalli e a un’altra serie di progetti che per ora preferisce tenere top secret. Oltre che, naturalmente, allo sviluppo dei disegni che scarabocchia un po’ ovunque e che, a volte, prendono davvero il largo.