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L’Oceanwings di VPLP

“Tutto è nato nel novembre 2009 in California, a San Diego, con l’albero alare del trimarano Oracle sviluppato per la Coppa America 2010”.

Comincia così il racconto che Marc Van Peteghem, con Vincent Lauriot Prévost alla guida dello studio francese VPLP, fa del via di OceanWings, il sistema di propulsione eolica che conserva le qualità aerodinamiche delle ali rigide, ma che può ridurre la sua superficie al vento, è automatizzato e può essere prodotto a livello industriale. Soprattutto, che dalla fase sperimentale sta passando alle applicazioni concrete.

 “Con Vincent ci siamo chiesti  come si poteva usare quel tipo di ala per il trasporto marittimo. Qualunque cosa fosse bisognava che, problemi tecnici a parte, avesse un risultato economico, un ritorno dell’investimento, e si ripagasse in termini di risparmio di carburante in un tempo economicamente ragionevole. Solo allora poteva essere utile”.

Per quattro anni l’idea di propulsione dello studio VPLP si sviluppa sulla carta poi, con il sostegno della Agence de l’environnement et de la maîtrise de l’énergie (ADEME, l’Agenzia francese per l’ambiente e la gestione dell’energia, ndr) viene costruito un prototipo del sistema OceanWings.

È composto da due elementi alari per un totale di un sistema di 21 metri quadrati di superficie, che possono essere manovrati per ottimizzarne l’angolo di incidenza al vento e che si possono ammainare ripiegandoli. Un complesso autoportante e completamente automatizzato e che, soprattutto, ha un’efficienza quasi doppia rispetto a quella di un armo tradizionale.

Marc Van Peteghem

Il prototipo di OceanWings viene montato su un trimarano di 8 metri, anche questo all’insegna della ricerca e dell’utilizzo di materiali innovativi. È infatti  costruito in biocompositi con fibre di lino e resine termoplastiche riciclate. È il 28 agosto 2013 quando cominciano i primi test in acqua. 

WY Ampersand c VPLPdesign

Ricerca e studi proseguono. Poi, a dicembre 2017, la svolta. “Da allora abbiamo infatti un partner industriale. È la CNIM, un importante gruppo francese che opera nei settori dell’ambiente, dell’energia e delle alte tecnologie. Siamo così passati alla fase della progettazione finalizzata all’impiego di OceanWings sia su grandi catamarani come il nostro Korebi 200 sia su navi della Evergreen Marine Corporation”. 

Un mondo quello delle navi, dalle portacontainer, alle petroliere, ai mercantili, ma anche alle navi passeggeri che è il perché della nascita di OceanWings. Il motivo è semplice.

Quasi l’80 per cento del commercio mondiale avviene oggi via mare e le proiezioni dell’International Maritime Organization dicono che nel 2050 la quota salirà al 90 per cento. E se oggi l’inquinamento, i gas effetto serra prodotti dai trasporti marittimi, è il 3 per cento di quello mondiale, nel 2050 si stima che, a meno di interventi, si passerà al 17 per cento. 

Energy Observer with Oceanwings c Energy Observer – Kadeg Boucher

Per questo l’I.M.O. si è posta l’obiettivo di dimezzare le emissioni entro il 2050. Per farlo le navi del futuro dovranno quindi essere ecologiche.

Energy Observer with Oceanwings c Energy Observer – Kadeg Boucher

“E noi stiamo lavorando al progetto di un mercantile di 120-130 metri che sarà dotato di un sistema OceanWings composto da sei elementi di 250 metri quadrati ciascuno. Farà risparmiare il 25% del carburante su una traversata dell’Atlantico a 6 nodi”. 

Energy Observer with Oceanwings c Energy Observer – Kadeg Boucher

Sarà quindi un mercantile a vela?
“Si tratterà di un sistema a funzionamento misto con OceanWings in combinazione con un motore ausiliario convenzionale. Meglio se termo-elettrico. Per le prestazioni abbiamo lavorato con esperti di meteorologia raccogliendo le rilevazioni meteo degli ultimi 10-15 anni. Come prima soluzione abbiamo impostato una serie di date di partenza della nave e calcolato le sue prestazioni in base al vento che i dati storici ci davano.

Energy Observer with Oceanwings c Energy Observer – Kadeg Boucher

Come seconda soluzione abbiamo considerato un vero e proprio routage, un servizio di ricerca e consulenza meteo finalizzata a individuare la migliore rotta, come avviene nelle regate oceaniche.

In questo modo la nave è andata a cercare le condizioni più favorevoli per essere più veloce, potendo così fare a meno del motore e risparmiando anche il doppio del carburante.

È una filosofia di navigazione molto vicina a quella della vela”. 

Cargoship c VPLPdesign

OceanWings è quindi giustificato dal punto di vista economico…
“Il sistema funziona nel momento in cui si può dire all’armatore che in cinque anni è al break even dell’investimento in OceanWings.

17_4379 © Th.Martinez / Sea&Co. CONCARNEAU – FRANCE . 14 Mars 2017, Essai du 1er prototype d’aile de propulsion Oceanwings développée par VPLP design.


Noi chiediamo le caratteristiche della nave, la rotta e la frequenze dei suoi viaggi,  facciamo una simulazione usando le rilevazioni meteo del passato e possiamo dire quanto sarà il risparmio. Per esempio una nave che segue le rotte dalla Francia all’Africa settentrionale risparmia anche il 40% di carburante. E sulle lunghe distanze può essere ancora maggiore”.

Marc Van Peteghem

Noi chiediamo le caratteristiche della nave, la rotta e la frequenze dei suoi viaggi,  facciamo una simulazione usando le rilevazioni meteo del passato e possiamo dire quanto sarà il risparmio. Per esempio una nave che segue le rotte dalla Francia all’Africa settentrionale risparmia anche il 40% di carburante. E sulle lunghe distanze può essere ancora maggiore”.

Superyacht trimaran Komorebi by VPLP Design (3)

OceanWings, che è stato installato su Energy Observer, il catamarano con motori a idrogeno che ha fatto il giro del mondo, è anche nel vostro  progetto S-Jet in collaborazione con Airbus, un cat dotato di foil. É questo il futuro?
“Alla vela serve ancora tempo. Oggi non è possibile un controllo automatico dei foil. Su una barca a vela serve un controllo manuale. Serve tempo. Ma su imbarcazioni a motore, penso al trasporto passeggeri, è l’avvenire.

Superyacht trimaran Komorebi by VPLP Design

Quanto a OceanWings anche se è performante e affidabile c’è ancora della strada da fare. Ma è anche la dimostrazione di quanto sia cambiata la vela a livello tecnologico”.

Superyacht trimaran Komorebi by VPLP Design (3)

E in tema di ali e foil, ultima domanda d’obbligo a un vincitore della Coppa America. Che ne pensa della prossima?
d“Non sono entusiasta. Credo che sia un peccato aver abbandonato i multiscafi. Avevamo trovato qualcosa che permetteva a diversi paesi di partecipare, con la possibilità di sviluppare tecnologie interessanti con budget accessibili. Ora si è partiti con una soluzione oscurantista.

Superyacht trimaran Komorebi by VPLP Design

Non mi piace, anche se, coinvolgendo così tante persone, intelligenze e denari alla fine queste barche saranno per forza interessanti. Almeno da vedere. Non so se porteranno qualcosa di nuovo. Amo competizione e tecnologia ma non quando diventano inabbordabili”.