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Explorer M40 Stella di Mare

Un armatore appassionato che, dopo un explorer di 30 metri, ha voluto più spazio e più autonomia per vivere il mare per lunghi periodi.

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«Per compiere lunghe navigazioni, raggiungere mari lontani, ma anche stare in rada senza entrare in un porto per un mese, avendo a disposizione tutto: carburante, acqua, cambusa», spiega l’ingegner Sergio Cutolo fondatore di Hydro Tec, lo studio da quale è uscito il progetto dell’Explorer M40 varato con il nome di Stella di Mare a fine giugno dal cantiere CBI Navi.

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«Il confronto con l’armatore, per il quale avevamo realizzato il precedente explorer, è stato importante e crediamo di aver risposto a tutte le sue richieste rispettando le caratteristiche di quello che è per noi un explorer e la nostra filosofia di un design olistico».

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Un design complessivo, che compenetra con armonia exterior design, ingegneria e architettura navale. «E che in questo caso», prosegue Cutolo, «ha significato progettare anche il tender.

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Un’imbarcazione veloce e leggera che riprende lo stile dell’explorer e che, grazie alla sezione di prua che si apre, permette ai passeggeri di scendere a terra nella massima sicurezza».

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Carena testata in vasca navale, costruzione in acciaio, bulbo di prua e prua disegnata per affrontare ogni mare, il nuovo Explorer M40 si sviluppa su tre ponti più il fly sovrastato da un hard top con i radome degli apparati di bordo, dei radar e un punto di osservazione. L’impressione è quella di un giramondo che offre grandi spazi e comodità grazie a 8,6 metri di baglio.

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«Lo stile che abbiamo adottato si può definire postmoderno: elegante ma non vistoso», spiega l’architetto Umberto Fossati del Fossati Design Bureau che ha curato l’interior design. «La scelta di fondo è stata quella del mat finishing: non c’è nulla di lucido. A cominciare dagli inserti metallici in bronzo brunito spazzolato.

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L’essenza usata è il noce canaletto e una delle particolarità nel décor è la presenza in tutti gli elementi di una bordatura. Invece, dal punto di vista architettonico, una particolarità è la sezione trasparente sul ponte del fly che illumina il vano scale». Con la possibilità di 14 posti letto nelle quattro cabine ospiti (due doppie con letto pullman, una da quattro posti letto e una Vip) alle quali si aggiunge la suite armatoriale sul main deck,  l’Explorer M40 è un’imbarcazione destinata a un utilizzo soprattutto famigliare ricca di specificità tecniche.

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Una nell’organizzazione interna è il vano di passaggio diretto e protetto dagli alloggi equipaggio alla sala motori e ai locali di servizio a poppa dove, tra l’altro, sono sistemate tutte le linee elettriche e idrauliche principali della nave per garantire la più efficiente manutenzione.

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L’altra, più generale, è quella di essere a pieno titolo uno yacht rispettoso dell’ambiente così come richiesto dalla notazione Green Plus del Registro Navale Italiano «ci sono gli impianti di depurazione delle acque, i compartimenti per la raccolta e lo stoccaggio dei rifiuti solidi, la cella refrigerata per la sezione umida e tutto quanto necessario perché il RINA riconoscesse all’Explorer M40 il massimo dei voti», spiega l’ingegner Cutolo.

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A questo si aggiunge un altro elemento eco-friendly di Stella di Mare che può imbarcare 75.000 litri di carburante: i bassi consumi. I due Caterpillar C32 da 746 kW di potenza ciascuno, alla velocità di 10 nodi, bruciano solo 80 litri-ora di carburante.

 

«Un consumo molto ridotto» conclude Sergio Cutolo, «un dato, quello dei consumi, che, è stato oggetto anche di scommesse con l’armatore ma che era nelle premesse dello yacht.

 

La richiesta era quella di un explorer che nel layout esterno unisse elementi moderni e lineari con elementi curvi e classici, realizzando un design elegante e senza tempo. Con grandi qualità marine e comfort e potendo imbarcare grandi quantità di carburante. Ma che avesse, al tempo stesso, consumi molto contenuti. Crediamo di essere riusciti anche in questo abbinamento».