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È in edicola il nuovo numero

Non si torna più indietro. La rotta è ormai tracciata. Non c’è da sorprendersi. Il nuovo che avanza mette a disagio, altera equilibri precostituiti. Una regola non scritta che vale per tutti i settori. Ma che nella nautica sembra contare di più. La loro apparizione sulla scena fu accolta con un certo scetticismo. Poi lo spettacolo, associato alle prestazioni, ha fatto il resto. I dubbi si sono squagliati come neve al sole. Al loro posto è subentrato un entusiasmo incontenibile. Il lavoro di ricerca ha subito negli ultimi cinque anni un’accelerazione mostruosa.

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E così dai multiscafi si è passati ai monoscafi fino ad arrivare al windsurf e ad approdare al motore. La legge dei foil sta sempre di più dettando le regole progettuali del futuro. Certo, siamo ancora gli inizi, ma si può toccare con mano l’enorme potenziale. La vela si è confermata ancora una volta un prezioso laboratorio di ricerca per mettere a punto una tecnologia che oggi si sta facendo strada nel mondo dei monoscafi. La conferma arriva dalla Coppa America che si correrà con una nuova classe d’imbarcazioni volanti. Gli AC 75, almeno sulla carta, promettono di scrivere un nuovo capitolo tutto da leggere. “La regola di stazza è qualcosa di mai visto prima e tutti partono da zero. Per quanto ci siano elementi uguali per tutti (tra gli altri il sistema di movimento dei foil, ndr) e una regola relativamente rigida, sono sicuro che ogni team tirerà fuori idee originali, variazioni sul tema e immaginerà tutti i modi possibili per aggirare le regole. È  un gioco di “lateral thinking”. Chi lo farà meglio vincerà. Come sempre”.  A confermarlo in un’intervista esclusiva pubblicata su questo numero è Mario Caponnetto, massimo esperto di foil e oggi a capo della Caponnetto-Hueber SL, società di ingegneria specializzata nel settore navale, coinvolta nel progetto dei foil di Luna Rossa Challenge alla 36aAmerica’s Cup. Anche se ha sostanziali differenze rispetto alle barche volanti il tema dei foil ha catturato l’interesse di un Gruppo come Beneteau che ha concepito il Figaro Beneteau 3 primo monotipo di serie che adotta i foil. Si tratta della prima applicazione su scala industriale di questa tecnologia sebbene in questo caso siano concepiti con l’obiettivo di non sollevare lo scafo sull’acqua bensì di ridurre lo scarroccio e migliorare il momento in cui la barca si raddrizza senza aumentare il dislocamento. Il tutto a beneficio delle prestazioni. Un’ulteriore conferma dell’ampio ventaglio di applicazioni che oggi i foil possono avere.