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Benetti project Oasis40 Mt

Scegliendo per uno dei suoi ultimi progetti il nome Oasis, Benetti lancia un messaggio chiaro.

Questo 41 metri dislocante con scafo e sovrastruttura in vetroresina non è infatti una barca da ostentare, ma un luogo dove rifugiarsi.

Un’oasi di benessere dedicata ad armatori dinamici e informali che vogliono godersi il mare e la natura, uno yacht che rompe gli schemi e propone un nuovo modo di vivere il mare.

Gli esterni, affidati a RWD, puntano sugli spazi aperti di poppa e sull’enorme beach club che, anziché essere un accessorio, diventa una delle parti caratterizzanti dello scafo collegato com’è con il salone principale da grandi aperture e da una continuità d’arredi studiata per annullare le distanze tra interni ed esterni.

Perché Oasis 40M è una barca da vivere “pieds dans l’eau” in tutti i sensi. In quello letterale, grazie alla plancia di poppa che si abbassa fin quasi a toccare l’acqua o all’infinity pool a meno di un metro dal mare; e in quello percettivo, grazie alle enormi vetrate che tengono sempre in contatto visivo con il mare e con l’ambiente circostante.

«Abbiamo rivisto il concetto classico di vita a bordo perché oggi gli armatori usano la barca in modo differente rispetto al passato», spiega Adrian Chisnell, di RWD. «Questo yacht riflette un nuovo stile di vita e si rivolge a un armatore attivo e curioso, che passa poco tempo sdraiato a prendere il sole e preferisce esplorare i luoghi raggiunti», conclude.

Gli interni, affidati allo studio newyorchese Bonetti/Kozerski, non sono stati definiti volutamente in modo da creare ambienti polivalenti che possono trasformarsi in base alle necessità.

Il main deck, per esempio prevede una zona giorno circondata da vetrate che verso poppa ha un’area polivalente: zona bar con bancone e sgabelli o area pranzo con tavolo e sedute per 12 commensali. 

Anche la pilot house è insolita: plancia di comando, area relax e tavolo da carteggio formano un unico ambiente dal quale godere ogni momento della navigazione. Il décor di tutto lo scafo prevede materiali di tonalità chiare, con inserti in pelle, cuoio e palissandro.

«Gli spazi trasmettono un senso di calma e sono arredati con materiali che parlano di qualità. Materiali classici, che potrebbero non rispecchiare l’ultimo trend del momento, ma che rimarranno belli nel tempo», spiega Enrico Bonetti, che aggiunge: «un’altra caratteristica sono le grandi superfici vetrate e la continuità tra esterni e interni. Oasis è come un grande loft affacciato sul mare».

Il layout prevede una suite armatoriale a prua del main deck e quattro cabine ospiti nel lower deck.

«La cabina armatoriale è la parte che preferiamo di questo scafo per i suoi ampi spazi vivibili e per l’insolito letto in posizione decentrata», spiega ancora Bonetti.  Gli interni hanno tutti mobili custom disegnati ad hoc, eccezione fatta per le sedie della sala da pranzo che sono le Miss disegnate da Afra e Tobia Scarpa e prodotte da Molteni. 

La proposta del cantiere al momento si basa su due stili principali tra cui scegliere, la cui differenza è dettata dai materiali utilizzati. Uno è più formale e tradizionale e l’altro ha invece un’impronta più leggera e sportiva.

Essendo un progetto semi-custom verrà comunque data all’armatore la possibilità di intervenire sulla scelta di materiali e colori.

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